Rigenerazione urbana

Piano degli immobili pubblici, primo tavolo operativo a Fermo

Esaminate destinazioni e disponibilità di dieci beni tra Comune, Provincia, Stato e sanità

Piano degli immobili pubblici, primo tavolo operativo a Fermo

Si è riunito a Palazzo comunale di Fermo, negli spazi del City Plan Center, il Tavolo tecnico operativo del Piano Città degli immobili pubblici. L’incontro ha avviato la fase di monitoraggio dell’accordo sottoscritto il 24 luglio da Agenzia del Demanio, Struttura commissariale per la ricostruzione post-sisma, Regione Marche, Prefettura, Comune e Provincia di Fermo, Università Politecnica delle Marche e Azienda sanitaria territoriale.

Il gruppo di lavoro dovrà verificare lo stato di avanzamento del programma e accompagnare l’individuazione delle possibili destinazioni per il patrimonio messo a disposizione dagli enti. Durante la riunione sono stati esaminati dieci beni, appartenenti allo Stato, al Comune, alla Provincia e all’Ast di Fermo. L’obiettivo indicato dal piano è collegare gli immobili pubblici ai fabbisogni del territorio e alle strategie di sviluppo urbano sostenibile.

Le aree esaminate

Tra i beni analizzati figurano il complesso ospedaliero Augusto Murri e la palazzina ex Inam, considerata il principale progetto pilota dell’iniziativa. Sono stati inoltre affrontati i casi di Villa Vitali, degli ex edifici scolastici Fracassetti e Cavour e di Palazzo Sacconi, destinato a ospitare funzioni universitarie, attività formative, servizi pubblici e spazi per la collettività.

Nel programma rientra anche l’ex tunnel della ferrovia Porto San Giorgio-Amandola, bene statale oggi utilizzato dal Comune per attività culturali temporanee. Per la Provincia sono state prese in considerazione l’area di via Zeppilli, quella della circonvallazione nord, l’edificio ex Enaip e l’ex caserma dei Vigili del Fuoco. La palazzina ex Inam comprende un compendio di oltre 36 mila metri quadrati, mentre l’area di via Zeppilli supera i 48 mila metri quadrati.

Il percorso operativo

Il piano punta alla valorizzazione, alla rigenerazione e alla rifunzionalizzazione del patrimonio pubblico, con interventi orientati anche alla riduzione del consumo di suolo e alla tutela del patrimonio storico, artistico e culturale. Villa Vitali, oggi inagibile a causa dei danni provocati dal sisma del 2016, è indicata come seconda iniziativa pilota e dovrebbe essere oggetto di un percorso di recupero con finalità culturali, sociali e formative.

Il sindaco di Fermo, Alberto Maria Scarfini, ha definito l’avvio dei tavoli una fase di attuazione e monitoraggio del piano, sottolineando il coinvolgimento delle principali istituzioni pubbliche. L’assessore alle Politiche per il Patrimonio Lauro Salvatelli ha annunciato una nuova riunione all’inizio di ottobre. L’obiettivo dichiarato è arrivare al 2027 con un quadro definito delle disponibilità e delle esigenze territoriali, anche in vista dell’eventuale presenza di uffici strategici nella provincia.