Circa 120 visite in un mese sono state effettuate dall’Unità operativa di diabetologia dell’AST di Fermo attraverso un retinografo integrato con sistemi di intelligenza artificiale. La nuova tecnologia, destinata ai percorsi di screening delle complicanze oculari legate al diabete, è stata presentata durante il Campus sul diabete di tipo 1 che si è svolto a Sarnano.
L’incontro ha riunito persone con diabete, professionisti sanitari e rappresentanti delle associazioni provenienti da Marche, Lombardia e Abruzzo. La tre giorni è stata organizzata da FAND e ATDM, l’Associazione Tutela Diabetico del Fermano presieduta da Rosalba Scolaro, in collaborazione con l’Uosd Diabetologia dell’AST di Fermo, che ha concesso il patrocinio. L’iniziativa è stata finanziata in parte dalla Regione Marche e coordinata dalla struttura diretta da Paola Pantanetti.
Il confronto tra pazienti e professionisti
Il programma ha affrontato diversi aspetti della gestione del diabete di tipo 1: dalla terapia all’alimentazione, dall’attività fisica al sostegno psicologico. Nel corso delle sessioni si è discusso anche delle prospettive legate ai trapianti e alle nuove terapie cellulari, sulla base dei dati presentati da Federico Bertuzzi, direttore della struttura complessa di Diabetologia dell’Ospedale Niguarda di Milano.
Un altro tema ha riguardato l’organizzazione dei percorsi di cura regionali e interregionali, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra servizi sanitari, pazienti e associazioni. Al Campus hanno partecipato anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, il sindaco di Sarnano Fabio Fantegrossi e la consigliera regionale Milena Sebastiani.
Il ruolo della retinografia
Durante l’appuntamento è stata illustrata l’importanza della prevenzione delle complicanze croniche del diabete, tra cui retinopatia, cardiopatia, nefropatia e neuropatia. La retinografia consente di acquisire immagini della retina e di individuare eventuali alterazioni che possono richiedere ulteriori accertamenti specialistici.
Il dispositivo in uso all’AST di Fermo è stato acquistato grazie a una donazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e utilizza l’intelligenza artificiale come supporto nell’attività di screening. Secondo quanto spiegato da Paola Pantanetti, l’obiettivo è rendere più tempestiva l’individuazione dei segnali sospetti, mantenendo la valutazione clinica affidata ai professionisti e la tecnologia al servizio del percorso di cura.
Il Campus si è concluso con una riflessione sui corretti stili di vita e sul ruolo delle Marche nei percorsi dedicati al benessere e alla longevità. Alle attività di confronto si sono affiancati momenti all’aperto e occasioni di discussione tra operatori sanitari e persone con diabete.