Circa 500 persone hanno partecipato a Montegiorgio alla passeggiata storica organizzata nel centro del paese. L’iniziativa, ideata da Marco Ramadori, presidente dell’associazione Viarum, è stata realizzata insieme al Comune, al FAI, alle associazioni locali e a numerosi cittadini. La presenza di molti visitatori provenienti da fuori e di diversi giovani ha reso necessario dividere i partecipanti in due gruppi, così da garantire una fruizione più agevole degli spazi e delle rappresentazioni.
Un itinerario tra castelli e quartieri storici
La mattina è iniziata con la visita ai castelli di Cerreto e Alteta, mentre nel pomeriggio il percorso si è spostato nel cuore dell’abitato. In contrada Sant’Andrea, figuranti in abiti romani, alcuni anche a cavallo, hanno introdotto il primo quadro narrativo. Al Pincio, davanti alla chiesa di San Francesco, la rievocazione è entrata nel periodo medievale con una performance dedicata ai frati.
In contrada San Nicolò, i residenti hanno animato vie normalmente silenziose con scene ispirate alla vita del quartiere ebraico, dove nel XIII secolo era attiva una comunità impegnata nella lavorazione della lana e della seta e nel prestito di denaro. La presenza di una figura femminile vestita di bianco, poi identificata nella rappresentazione con una sibilla, ha aggiunto un elemento legato alla tradizione mitologica del territorio.
Il percorso ha toccato anche la zona Pino, la chiesa delle Monachelle e il monastero delle Clarisse, con una sosta davanti al monumento ai Caduti realizzato dallo scultore montegiorgese Gaetano Orsolini. Successivamente i partecipanti hanno raggiunto Palazzo Alaleona, legato alla famiglia nobile che vi abitò e alla figura del musicista Domenico Alaleona, al quale sono intitolati il teatro, la banda cittadina e il coro.
Musica, teatro e memoria locale
All’interno del Teatro Alaleona si è esibita la scuola di improvvisazione Vicolo Cechov. All’esterno, il Coro Alaleona ha proposto brani legati alla tradizione francescana, mentre Adolfo Leoni ha narrato la vicenda di un presunto miracolo della Madonna collocato nel monastero nel 1860, durante l’irruzione dei Sabaudi.
Altre tappe hanno riguardato contrada Cota, con la banda in abiti di fine Ottocento, la Società dei Belli Umori e la zona di Frattuccia, dove sono state proposte poesie dialettali e brani dello spettacolo Montejorgio Cacionà. Davanti al Cineteatro Manzoni, la corale femminile Le Bohémiennes ha presentato un’esibizione in abiti dei primi del Novecento.
Nel chiostro di Palazzo Pellei lo spazio è stato dedicato all’artigianato locale, con il ricordo di Tonino Scipioni e la testimonianza dell’indoratore Alessandrini, esponente della quinta generazione della sua famiglia. La conclusione nel chiostro di Palazzo Sant’Agostino, con il ristoro della Pro Loco, ha riunito partecipanti e organizzatori.
Ramadori ha spiegato che per preparare l’iniziativa sono serviti circa due mesi e ha attribuito il risultato alla collaborazione tra le diverse realtà del territorio. Per l’evento, inoltre, alcuni Comuni vicini hanno messo a disposizione abiti storici. La manifestazione ha così proposto una lettura condivisa del patrimonio di Montegiorgio, attraverso luoghi, persone e tradizioni del paese.