Il 76,5% delle micro e piccole imprese ha visto aumentare la spesa per l’energia nell’ultimo semestre. È quanto emerge dall’indagine Energia e piccole imprese realizzata dalla CNA, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, su un campione rappresentativo di aziende associate appartenenti a diversi settori produttivi.
Il rapporto segnala che elettricità e gas rappresentano una voce rilevante per l’operatività quotidiana dell’84% delle attività coinvolte. A pesare non è soltanto il livello dei prezzi, ma anche la volatilità dei mercati energetici, che rende più difficile programmare costi e investimenti. Il 78,2% degli imprenditori intervistati indica inoltre l’instabilità internazionale come uno dei principali elementi di preoccupazione.
Rincari a due cifre e margini ridotti
Tra le imprese che hanno registrato aumenti, il 45,8% ha indicato una crescita della spesa compresa tra il 10% e il 20%, mentre il 19,1% ha segnalato incrementi superiori al 20%. Nel complesso, quasi due attività su tre tra quelle interessate dai rincari hanno dovuto affrontare aumenti a doppia cifra. Le rilevazioni sugli indici dei prezzi citate nel rapporto indicano inoltre una crescita superiore al 17% su base annua delle materie prime energetiche regolamentate e non regolamentate.
Secondo la CNA, le micro e piccole aziende subiscono anche uno svantaggio sul piano contrattuale rispetto ai grandi gruppi industriali. Quelle con consumi medio-bassi possono arrivare a pagare la materia prima fino al 25% in più. La difficoltà di trasferire i maggiori costi sui prezzi finali ha spinto il 56,8% delle imprese ad assorbire i rincari attraverso una riduzione della marginalità.
Solo il 20,4% delle attività è riuscito a trasferire almeno una parte degli aumenti sui clienti, mentre il 2,7% ha ridotto la produzione o i servizi offerti. Per l’associazione, l’erosione dei profitti riduce la liquidità disponibile e rischia di rallentare gli investimenti in innovazione, digitalizzazione e nuove assunzioni.
Le proposte dell’associazione
La CNA chiede al Governo e al Parlamento interventi strutturali, oltre alle misure temporanee e ai sostegni emergenziali. Tra le proposte figura la promozione di strumenti e mercati più trasparenti, con l’obiettivo di limitare l’esposizione delle piccole utenze alle oscillazioni dei prezzi.
L’associazione sollecita inoltre misure per facilitare l’accesso ai contratti di acquisto di energia da fonti rinnovabili a lungo termine, compresi i PPA, anche per distretti e piccoli consorzi artigiani. Un altro intervento indicato riguarda la revisione del peso degli oneri di sistema e della struttura fiscale applicata alle forniture energetiche delle micro-imprese.