La riforma delle concessioni demaniali marittime entra nella fase operativa. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha predisposto il bando nazionale destinato a fornire indicazioni a Comuni ed enti concedenti per l’assegnazione degli spazi sul demanio. Il provvedimento interessa anche la costa fermana e, più in generale, il litorale marchigiano.
Il calendario delle procedure
Secondo il cronoprogramma indicato dal ministero, i bandi dovranno essere pubblicati entro il 30 giugno 2027. Le concessioni attualmente in vigore sono invece destinate a scadere il 30 settembre 2027. Le nuove assegnazioni potranno avere una durata compresa fra cinque e vent’anni e saranno valutate con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, non sulla base del solo canone.
Tra gli elementi considerabili nelle procedure figurano la qualità dei servizi, gli investimenti programmati, i livelli occupazionali e la partecipazione delle piccole e medie imprese. Il canone annuo medio per una concessione viene indicato in circa 7.000 euro. Un capitolo delicato riguarda gli indennizzi: il nuovo concessionario dovrà riconoscere a quello uscente quanto previsto per gli investimenti non ancora ammortizzati, sulla base di criteri che dovranno essere definiti nell’ambito della gara.
Le richieste degli operatori
I balneari chiedono garanzie sugli investimenti effettuati e tempi certi per conoscere modalità e criteri delle procedure. Anche la CNA ha sollecitato chiarezza sulle misure, sostenendo che la transizione debba tenere conto della situazione delle imprese e delle opere realizzate negli stabilimenti.
Il quadro si inserisce nella controversia legata alla direttiva europea Bolkestein, la 2006/123/CE, che impone procedure trasparenti e imparziali quando le autorizzazioni disponibili sono limitate dalla scarsità delle risorse naturali e vieta il rinnovo automatico delle concessioni. La Corte di giustizia dell’Unione europea ha già stabilito che le proroghe automatiche degli affidamenti balneari non sono compatibili con il diritto europeo.
Per anni l’Italia ha rinviato l’adeguamento attraverso proroghe e interventi legislativi. Il prolungarsi del contenzioso potrebbe avere conseguenze anche finanziarie. Nel frattempo, l’incertezza sulla durata degli affidamenti ha reso più difficile programmare interventi strutturali. I dati Istat citati nell’articolo mostrano inoltre un comparto caratterizzato da forte stagionalità e valori pro capite inferiori alla media dell’economia: nel 2023 la produzione pro capite delle industrie turistiche risultava più bassa del 30 per cento rispetto alla media nazionale, mentre il reddito da lavoro dipendente pro capite segnava un divario del 32 per cento.
Per il Fermano, la nuova fase potrebbe aprire una riflessione sul superamento del modello legato alla sola stagione estiva, con più servizi, collegamenti tra costa ed entroterra, iniziative culturali, enogastronomia e sport. La certezza delle regole, secondo l’impostazione dell’articolo, dovrebbe tradursi in nuovi investimenti e in una maggiore qualità dell’offerta turistica e del lavoro.