Saturnino Di Ruscio, consigliere comunale di opposizione di Servire Fermo, chiede di sospendere il procedimento di fusione tra Solgas e Astea Energia. La richiesta nasce, secondo quanto riferito dal gruppo consiliare, dall’esistenza di una relazione redatta dal Collegio sindacale di Solgas e trasmessa al Comune di Fermo dopo l’approvazione del progetto da parte del Consiglio comunale e della stessa società.
Nel documento, stando alla denuncia politica, sarebbero contenute importanti criticità relative all’operazione. Di Ruscio sostiene che, qualora il contenuto della relazione fosse confermato, gli atti già adottati potrebbero risultare illegittimi perché approvati senza che il Consiglio comunale disponesse del documento dell’organo di controllo o, in ipotesi ancora più grave, nonostante la presenza di rilievi sull’operazione.
La richiesta di accesso agli atti
Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, aggiunge Di Ruscio, avrebbe già presentato nei giorni scorsi una richiesta di accesso agli atti e di presa visione della relazione, senza tuttavia ottenere la consultazione. La richiesta sarebbe stata quindi formalizzata nuovamente con urgenza attraverso una comunicazione inviata via Pec, richiamando le prerogative dei consiglieri comunali previste dall’articolo 43 del Testo unico degli enti locali.
Servire Fermo chiede ora all’amministrazione di trasmettere immediatamente il documento a tutti i consiglieri e di sospendere l’iter della fusione. L’obiettivo indicato è evitare possibili danni erariali e l’adozione di ulteriori atti potenzialmente illegittimi prima che siano chiariti i contenuti della relazione e il ruolo svolto dal Collegio sindacale nel procedimento.
Il ruolo dell’organo di controllo
Nel testo diffuso dal gruppo di opposizione si ricorda che, in una fusione per incorporazione, il Collegio sindacale della società incorporata, quando presente, deve essere coinvolto attraverso le attività di vigilanza e controllo previste dalla legge. Non si tratterebbe necessariamente di un parere consultivo sul merito commerciale dell’operazione, ma di verifiche sulla regolarità del procedimento e sulla documentazione predisposta dagli amministratori.
Tra gli adempimenti richiamati figurano il controllo della completezza del progetto di fusione, della situazione patrimoniale e della relazione illustrativa, oltre alla verifica del rispetto dei termini di deposito e iscrizione degli atti al Registro delle imprese. Il Collegio dovrebbe inoltre vigilare sulla tutela dei soci e dei creditori, esaminare la situazione patrimoniale della società destinata a essere incorporata e formalizzare nei propri verbali le attività svolte, anche attraverso il confronto con l’organo di controllo della società incorporante.
Di Ruscio definisce infine sorprendente la gestione di un’operazione che considera straordinaria e complessa e accusa gli amministratori comunali di averla affrontata con superficialità. Il consigliere conclude sostenendo che la relazione potrebbe rappresentare soltanto la prima di ulteriori criticità da chiarire, ma il contenuto del documento non è riportato integralmente nella denuncia.