Il futuro delle concessioni demaniali marittime nei sei Comuni costieri del Fermano dipenderà anche dall’esito dei test di scarsità delle spiagge. La verifica dovrà stabilire se l’arenile disponibile costituisca una risorsa limitata e, di conseguenza, quale procedura utilizzare per l’assegnazione: una selezione comparativa completa, con durata limitata, oppure una procedura semplificata di evidenza pubblica. Al momento, secondo l’analisi riportata, nessuno dei Comuni interessati avrebbe avviato formalmente l’accertamento.
La bozza di bando-tipo approdata in Conferenza Unificata il 30 settembre 2026 definisce le modalità delle gare, ma non chiarisce se la gara sia necessaria. La competenza resta comunale e la giurisprudenza del Consiglio di Stato richiede una valutazione sia quantitativa sia qualitativa. Una decisione non adeguatamente motivata potrebbe quindi essere impugnata. Il precedente citato è quello di Vasto, dove il Comune ha dichiarato scarsa la spiaggia sulla base di un’occupazione del 43 per cento e deve ancora affrontare i ricorsi dei concessionari.
La perimetrazione cambia il risultato
Le stime elaborate utilizzando gli Open Data del Sistema Informativo del Demanio marittimo del Ministero delle Infrastrutture mostrano quanto incida il criterio scelto per delimitare il tratto di costa da esaminare. Considerando l’intero territorio comunale, l’occupazione stimata varia dal 4,5 per cento di Pedaso al 66,1 per cento di Porto San Giorgio. Se invece si prendono in esame tratti omogenei, escludendo dal calcolo le porzioni libere superiori a 300 metri che interrompono le aree in concessione, i valori aumentano: si va dal 25,9 per cento di Campofilone al 71,5 per cento di Porto San Giorgio.
La sensibilità delle stime emerge anche modificando la soglia utilizzata per individuare le interruzioni. Per Fermo l’occupazione oscilla tra il 12 e il 74 per cento, mentre per Altidona varia tra il 12 e il 70 per cento. Porto San Giorgio resta sempre sopra i due terzi, con valori compresi tra il 66 e il 78 per cento. Campofilone, invece, rimane sotto il 30 per cento in quattro ipotesi su sei. Per gli altri Comuni l’escursione supera i trenta punti percentuali. La perimetrazione non è quindi un passaggio meramente tecnico, ma può determinare il tipo di procedura da adottare.
Profondità, erosione e durata
L’accertamento dovrà considerare anche le caratteristiche fisiche dell’arenile. La profondità media delle aree mappate è di circa 90 metri a Fermo, 66 a Porto San Giorgio, 50 a Porto Sant’Elpidio e 29 a Pedaso. A questi elementi dovrebbero aggiungersi lo stato di erosione, la presenza di opere di difesa, l’accessibilità e la balneabilità, sulla base dei dati regionali e dei monitoraggi disponibili.
La situazione della costa naturale bassa è differenziata. In provincia di Fermo il 39,2 per cento risulta in erosione, il 46,2 per cento in avanzamento e il 14,7 per cento stabile. Porto Sant’Elpidio presenta il 50,6 per cento di costa in erosione, Fermo il 45 per cento e Porto San Giorgio il 40,3 per cento. Ad Altidona e Campofilone, invece, la quota indicata come in erosione è pari a zero, mentre prevalgono i tratti in avanzamento.
Secondo l’analisi, questi dati dovrebbero incidere anche sulla durata dei titoli, da differenziare in base alle caratteristiche dei singoli tratti e non soltanto al Comune. Nelle aree stabili potrebbero essere compatibili investimenti più duraturi; dove la riva arretra, sarebbe invece necessario privilegiare strutture realmente amovibili e facilmente trasferibili, con obbligo di ripristino a carico del concessionario.
La bozza consente inoltre agli enti concedenti di modificare l’estensione delle aree e di accorpare più concessioni in un unico lotto. Per questo la scelta dei criteri di delimitazione dovrà essere dichiarata e motivata prima del calcolo, considerando continuità fisica, morfologia, barriere, erosione e bacino di utenza. Il procedimento dovrebbe prevedere rilievi costieri e un confronto con gli interessati, così da ridurre il rischio di contenzioso. Restano circa nove mesi alla scadenza indicata per la pubblicazione dei bandi, mentre il solo accertamento potrebbe richiederne tre.