Saturnino Di Ruscio, consigliere di minoranza ed ex sindaco, torna a intervenire sul futuro del centro storico di Fermo. In una nota diffusa il 18 settembre 2026, l’esponente di Servire Fermo sostiene che le difficoltà attuali possano essere affrontate trasformando alcuni immobili e aree dismesse in nuove occasioni per la città. La proposta comprende interventi su sicurezza, accessibilità, attività commerciali, turismo e cultura, all’interno di una strategia coordinata.
Gli edifici da recuperare
Tra gli spazi indicati figura l’ex Collegio Fontevecchia, che comprende le Cisterne Romane e che, secondo Di Ruscio, potrebbe ospitare un polo museale archeologico dedicato alle testimonianze romane e preromane. La Casina delle Rose, previo accordo con la proprietà, viene invece individuata come possibile punto di riferimento per la valorizzazione turistica e culturale. L’ex Cinema Helios potrebbe essere destinato, dopo la ristrutturazione, a produzioni teatrali in collaborazione con il Teatro dell’Aquila.
Nel piano rientrano anche l’ex Consorzio agrario, immaginato come sede di parcheggi e attività commerciali grazie all’apertura della Porta Marina e a un collegamento meccanizzato con via Perpenti, e l’ex Scuola Ugo Betti. Quest’ultimo spazio, già collegato ai servizi per i giovani, potrebbe diventare un luogo autogestito per iniziative culturali e ricreative. Di Ruscio propone inoltre di rafforzare le attività universitarie, con percorsi legati alla gestione dei beni culturali e del turismo, un Centro Sportivo Universitario, un corso per interpreti delle lingue dei segni e un maggiore collegamento tra ITS e mondo del lavoro.
Il futuro dell’area Murri
Un capitolo specifico riguarda l’ospedale Murri, destinato a essere sostituito dal nuovo presidio di Campiglione. Il trasferimento, osserva il consigliere, libererebbe un patrimonio edilizio rilevante, che dovrebbe trovare una nuova destinazione per evitare che l’edificio rimanga inutilizzato. Tra le ipotesi viene citato l’ex Mercato coperto, da trasformare nella Piazza delle Bontà: un polo agroalimentare e artigianale con botteghe dedicate alle produzioni locali, spazi per degustazioni e iniziative legate al turismo enogastronomico.
Secondo Di Ruscio, feste e spettacoli non sono bastati a fermare la chiusura delle attività, mentre sicurezza e degrado continuano a rappresentare criticità per il cuore cittadino. La proposta è quindi quella di coordinare gli interventi e aggiornare il precedente piano di marketing urbano del Comune, coinvolgendo residenti, associazioni di categoria e altri portatori di interesse. Nel ragionamento vengono richiamate anche le linee di finanziamento regionali di Borgo Accogliente, con contributi fino a un milione di euro per progetti sviluppati da pubblico e privati, oltre alle esperienze di hub urbani e distretti del commercio adottate in altre regioni.