Conti pubblici

Fusione Solgas-Astea, Fermo perde il controllo e guarda ai dividendi futuri

L’operazione riduce la quota municipale dal 51 al 5 per cento; benefici e rischi dipenderanno dai bilanci dei prossimi esercizi.

Fusione Solgas-Astea, Fermo perde il controllo e guarda ai dividendi futuri

Il Consiglio comunale di Fermo ha approvato il 24 settembre la fusione per incorporazione di Solgas in Astea Energia. La decisione è passata con i soli voti della maggioranza, dopo l’uscita dall’aula dei gruppi di opposizione. L’operazione modifica in modo sostanziale la posizione del Comune: dall’attuale 51% di Solgas, quota che garantisce il controllo della società, si passerà a circa il 5% di Astea Energia, con un ruolo di socio di minoranza.

Il passaggio non riguarda soltanto la percentuale detenuta, ma anche i diritti societari e le condizioni di uscita. Secondo il confronto tra i vecchi e i nuovi patti parasociali, la PUT prevista per Fermo scende da 5.320.881 euro a 2.280.000 euro. La differenza nominale è di circa 3,04 milioni, pari al 57% in meno. La PUT, tuttavia, non coincide automaticamente con il valore di mercato della partecipazione: si tratta di una garanzia contrattuale esercitabile secondo modalità e tempi stabiliti dagli accordi.

Il confronto tra gli utili

Nel nuovo assetto è previsto anche un indennizzo di circa 220 mila euro per il passaggio dal precedente al nuovo sistema di patti. La congruità della somma non può essere valutata pienamente senza conoscere il metodo utilizzato per determinarla. Sul fronte dei risultati economici, Astea Energia ha chiuso il 2025, secondo i dati illustrati dall’Amministrazione, con circa 9 milioni di euro di utile. I patti prevederebbero una distribuzione nell’ordine dell’80%: applicando questa percentuale al risultato dell’esercizio, il 5% detenuto da Fermo varrebbe in via teorica circa 360 mila euro l’anno. Si tratta però di una simulazione e non di una garanzia di rendimento.

Il confronto con Solgas evidenzia la posta in gioco. La società ha registrato nel 2025 un utile di circa 986 mila euro e il Comune ha contabilizzato dalla partecipazione una somma indicata in circa 659 mila euro. A parità di condizioni, il flusso ipotizzato da Astea sarebbe quindi inferiore di circa 299 mila euro l’anno. La maggioranza sostiene però che i risultati di Solgas non possano essere proiettati automaticamente nel futuro, alla luce della concorrenza nel mercato dell’energia, della riduzione della clientela e delle difficoltà di una realtà di dimensioni ridotte. L’opposizione, al contrario, considera gli utili attuali una prova del valore del patrimonio cui Fermo rinuncia.

Una scelta da valutare nel tempo

L’Amministrazione stima circa 400 mila euro annui di utili e ulteriori 50 mila euro tra sponsorizzazioni e contributi, per una durata dei patti indicata in cinque anni più altri cinque. Da qui deriva una previsione complessiva di circa 4,5 milioni di euro in dieci anni. Il dato deve essere interpretato con cautela: una somma distribuita nel tempo non equivale allo stesso importo incassato oggi e la sua effettiva realizzazione dipenderà dai risultati futuri. Inoltre, sponsorizzazioni e contributi non sono assimilabili integralmente ai dividendi.

La valutazione dovrebbe quindi considerare il valore attuale dei dividendi attesi, quello della partecipazione finale, le garanzie contrattuali e gli eventuali benefici per il territorio, mettendoli a confronto con il valore economico di Solgas e dei diritti cui il Comune rinuncia. Solgas, del resto, risulta una società redditizia: dopo circa 369 mila euro di utile nel 2023 e 923 mila nel 2024, il risultato del 2025 si è avvicinato al milione di euro. Questo non dimostra che mantenerla autonoma sarebbe stata necessariamente la scelta migliore, ma conferma che il patrimonio ceduto ha un valore.

La fusione rappresenta dunque due strategie patrimoniali alternative. Da una parte, Fermo perde il controllo diretto di una società e accetta una nuova PUT dal valore più contenuto. Dall’altra, ottiene una partecipazione in una realtà più grande, confidando nella capacità di Astea di produrre utili e di sostenere una distribuzione elevata nel tempo. Il rischio è che i risultati siano inferiori alle attese; l’opportunità è beneficiare della crescita e della maggiore dimensione industriale di Astea. Sulla base dei dati disponibili non è possibile definire l’operazione né una svendita né un affare già dimostrato. La verifica decisiva arriverà dai bilanci di Astea dei prossimi anni e dalla trasparenza con cui saranno spiegati il valore dello scambio e la determinazione dell’indennizzo.