Carburanti

Gasolio, finito lo sconto: la CNA di Fermo chiede accise zero

Eni porta il diesel a 2,21 euro al litro; il tavolo istituzionale resta aperto

Gasolio, finito lo sconto: la CNA di Fermo chiede accise zero

Il prezzo del gasolio torna sotto pressione dopo la fine dello sconto sulle accise. Dal 6 ottobre è terminata la riduzione di 6,1 centesimi al litro, mentre il previsto meccanismo delle accise mobili non è ancora entrato in vigore. Il venir meno dell’agevolazione ha così esposto nuovamente i carburanti all’impatto della maggiore imposizione fiscale.

Nelle prime ore della giornata sono proseguiti i contatti tra il Governo e le compagnie petrolifere, con riunioni al ministero dell’Economia. Secondo quanto riferito dall’ANSA, Eni ha portato il prezzo del diesel a 2,21 euro al litro, recuperando 4 dei 6,1 centesimi persi con la scadenza del precedente taglio. Si tratta di una riduzione decisa autonomamente dalla compagnia, mentre resta da definire l’eventuale intervento pubblico.

Le richieste delle imprese

L’aumento dei costi dei carburanti preoccupa il mondo produttivo, anche nelle Marche. Le associazioni di categoria chiedono al Governo misure più incisive, evidenziando le difficoltà per imprese e famiglie. Il rincaro pesa in particolare sulle attività che utilizzano quotidianamente i mezzi e devono sostenere spese più elevate per trasporti, consegne e gestione operativa.

Nei giorni scorsi è intervenuto sulla questione anche Emiliano Tomassini, presidente della CNA di Fermo. La sua proposta è stata definita volutamente forte: azzerare le accise sui carburanti, mantenendo soltanto l’Iva, fino alla conclusione del conflitto in Medio Oriente. Tomassini ha presentato l’ipotesi come una provocazione, ma ha sottolineato al tempo stesso la necessità di valutare misure straordinarie di fronte all’aumento dei costi.

Preoccupazione per la fine del 2026

La CNA di Fermo collega la richiesta alle prospettive per la parte finale del 2026, quando il peso dei rincari potrebbe diventare ancora più difficile da assorbire. L’associazione sollecita quindi interventi che non si limitino a riduzioni temporanee e che tengano conto delle ricadute sui bilanci delle attività produttive e delle famiglie.

Il confronto resta ora aperto tra Governo e compagnie petrolifere. Da una parte c’è la riduzione applicata da Eni, che ha compensato solo una parte dello sconto venuto meno; dall’altra, la richiesta di nuove misure fiscali per contenere il prezzo alla pompa. In assenza del meccanismo delle accise mobili o di ulteriori decisioni, il costo del gasolio continuerà a risentire della fine dell’agevolazione.