Mercati energetici

Il tetto Eni contiene i rincari dei carburanti nel Fermano

La misura, partita il 28 settembre, vale trenta giorni; IP procede a scaglioni, mentre gli indipendenti chiedono parità sulle forniture.

Il tetto Eni contiene i rincari dei carburanti nel Fermano

Il tetto introdotto da Eni sulla rete Enilive ha frenato, almeno temporaneamente, l’aumento dei prezzi dei carburanti nel Fermano. La benzina è stata fissata a un massimo di 1,99 euro al litro e il gasolio a 2,19 euro. La misura, entrata in vigore il 28 settembre, è prevista inizialmente per trenta giorni e riguarda gli automobilisti, le famiglie, le imprese e gli autotrasportatori.

Il provvedimento ha interrotto una tendenza che aveva riportato le quotazioni verso l’alto. Secondo le valutazioni del settore, senza il limite applicato dalle compagnie i prezzi alla pompa avrebbero potuto registrare un ulteriore aumento consistente. Sul mercato continuano infatti a pesare le tensioni internazionali e lo stallo nelle trattative tra Iran e Stati Uniti, fattori che incidono sulle quotazioni dell’energia.

L’adesione delle altre reti

Alla decisione di Eni si sta affiancando IP, controllata dal gruppo azero Socar, che ha annunciato un adeguamento graduale dei prezzi. L’applicazione del limite non è però uniforme su tutta la rete: il percorso dovrebbe partire dagli impianti di proprietà e proseguire successivamente con gli altri distributori che operano con il marchio IP. Le due reti rappresentano insieme una quota rilevante della distribuzione al dettaglio in Italia, mentre il Governo sta lavorando per coinvolgere anche Q8.

L’effetto medio sulla spesa dei consumatori resta per ora contenuto. L’Unione nazionale consumatori rileva un beneficio soprattutto per chi riesce a fare rifornimento presso gli impianti aderenti, mentre l’impatto sulle medie nazionali non è ancora marcato. Le riduzioni risultano più evidenti in alcune regioni dove la presenza delle stazioni Eni è maggiore.

Il nodo delle forniture all’ingrosso

La misura solleva però dubbi tra gli operatori indipendenti. Sebastiano Gallitelli, segretario generale di Assopetroli, chiede che il price cap venga esteso anche alle forniture all’ingrosso, utilizzate dalle cosiddette pompe bianche e da comparti professionali come autotrasporto, agricoltura e industria.

Secondo l’associazione, l’esclusione dell’extra-rete potrebbe creare uno squilibrio: i distributori indipendenti rischierebbero di acquistare il carburante a prezzi più alti rispetto a quelli praticati dalle grandi reti ai clienti finali. Da qui il timore di una distorsione della concorrenza tra operatori con modelli di approvvigionamento differenti.

Il quadro resta quindi incerto. Il limite ha evitato nell’immediato un nuovo scatto dei prezzi alla pompa, ma la sua tenuta dipenderà dall’evoluzione delle tensioni geopolitiche, dall’adesione di altre compagnie e dall’eventuale estensione del provvedimento alle forniture destinate agli operatori professionali.