Inflazione e rincari potrebbero tradursi in una maggiore spesa annuale di circa 1.400 euro per le famiglie italiane. La stima è stata elaborata dal Codacons considerando una famiglia tipo con consumi invariati e indica un aumento complessivo di 1.389 euro all’anno. Per una coppia con un figlio, l’Unione Nazionale Consumatori calcola invece una spesa aggiuntiva di circa 1.414 euro.
Il quadro si inserisce in un contesto di crescita dei prezzi: a settembre l’inflazione italiana ha raggiunto il 4,2% su base annua, il livello più alto degli ultimi tre anni secondo i dati richiamati nel testo. A incidere sono soprattutto energia e carburanti, ma gli aumenti interessano anche alcuni beni alimentari e rischiano di riflettersi sulle prossime bollette invernali.
Energia e carburanti spingono i prezzi
I beni energetici hanno registrato complessivamente un incremento del 22,3% rispetto a settembre dell’anno precedente, dopo il +17,1% di agosto. Tra le diverse voci, gli energetici regolamentati segnano un aumento del 25,9%, mentre il gas di città e il gas naturale sul mercato tutelato crescono del 47,2%. L’elettricità aumenta del 9,7% sul mercato tutelato e del 16,7% sul mercato libero; il gas sul mercato libero sale invece del 21,5%. Gli energetici non regolamentati segnano un +22,2%.
La spesa per i trasporti e per il riscaldamento risente dell’aumento dei carburanti. In un anno il diesel è cresciuto del 34,9%, il gasolio per il riscaldamento del 38,5% e la benzina del 21,8%. L’incremento dei costi energetici rappresenta quindi uno dei principali fattori alla base della maggiore spesa stimata per i bilanci domestici.
Rincari anche per la spesa alimentare
La pressione sui prezzi si estende alla tavola. Gli alimentari non lavorati aumentano del 5,5% su base annua, contro il +3,8% registrato ad agosto. Ortaggi, banane e legumi segnano un incremento dell’8,4%, mentre la frutta cresce dello 0,6%. Gli alimentari lavorati registrano una variazione negativa dello 0,3% e l’intero comparto alimentare aumenta dell’1,8%.
Il cosiddetto carrello della spesa cresce del 1,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, quasi il doppio rispetto al +0,9% di agosto. Secondo Assoutenti, per una famiglia con due figli l’aumento dei prezzi di cibo e bevande comporta circa 185 euro di maggiore spesa annua, a parità di consumi.
L’impatto dei rincari può risultare più pesante per i nuclei con redditi inferiori, che destinano una quota maggiore delle entrate alle necessità essenziali. Un esempio riguarda la provincia di Fermo, dove la retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti è indicata in 18.885 euro, contro una media nazionale di 21.031,70 euro. Il divario rende più difficile assorbire gli aumenti legati a casa, energia, trasporti e alimentazione.