Infortuni sul lavoro e malattie professionali hanno avuto un costo complessivo stimato in 49,2 miliardi di euro per il sistema Paese. È quanto emerge dal rapporto dell’INAIL Il costo dei danni da lavoro per l’Azienda Italia, riferito agli eventi registrati nel 2023. La cifra equivale al 2,31% del prodotto interno lordo nazionale.
La stima non considera soltanto le conseguenze economiche degli eventi lesivi, ma comprende anche le risorse destinate a evitarli. Il calcolo riunisce quindi i costi assicurativi, quelli conseguenti agli infortuni e alle malattie professionali e gli investimenti per la prevenzione. La voce più consistente è proprio quest’ultima, con 23,3 miliardi di euro, pari al 47% del totale.
Le componenti della stima
Nel costo prevenzionale rientrano dispositivi di protezione individuale, sistemi di sicurezza, formazione, manutenzione, sorveglianza sanitaria e interventi pubblici. I costi conseguenti non assicurativi ammontano invece a circa 13,5 miliardi, il 27% del totale, e comprendono perdita di produttività, assenze, costi organizzativi e altre ricadute indirette.
Il costo assicurativo è stimato in circa 12,5 miliardi di euro, pari al 26%. La voce include premi, prestazioni economiche e sanitarie e le stime relative alle categorie di lavoratori non comprese nella copertura INAIL. La metodologia considera infatti anche i lavoratori non assicurati e una quota di lavoro sommerso, indicata dall’Istat in circa 3,1 milioni di persone, pari al 13% dell’occupazione presa a riferimento.
Rispetto alla precedente valutazione, riferita al 2009, gli infortuni riconosciuti dall’INAIL risultano diminuiti di circa il 37%. Nello stesso periodo, il costo complessivo stimato si è ridotto di circa 14 miliardi di euro. Il rapporto collega l’andamento alle misure di prevenzione e alle politiche adottate nel tempo per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il quadro nelle Marche
Gli Open Data INAIL indicano nelle Marche 16.676 denunce di infortunio e 7.725 denunce di malattia professionale. Le prime sono diminuite dell’1,43% rispetto all’anno precedente, mentre le seconde sono aumentate del 14,08%. Si tratta di dati amministrativi sulle denunce presentate, che da soli non consentono di individuare le cause delle variazioni.
In provincia di Fermo risultano 2.193 denunce di infortunio e 918 di malattia professionale, con un incremento dell’11,67% per queste ultime. I casi mortali rilevati sono quattro. In provincia di Ascoli Piceno le denunce di infortunio sono 3.524 e quelle di malattia professionale 809, in aumento del 4,12%; i casi mortali registrati sono due.
Il rapporto non attribuisce responsabilità specifiche a territori o settori per i singoli fenomeni locali, ma misura il peso economico e sociale della sicurezza sul lavoro. La valutazione mostra inoltre che la prevenzione rappresenta una componente rilevante della spesa complessiva e che, nel lungo periodo, alla riduzione degli infortuni riconosciuti si è accompagnata una diminuzione del costo stimato per il Paese.