La Femca Cisl Marche ha chiesto un incontro a Solgas per discutere delle prospettive della società e delle possibili conseguenze del progetto di fusione con Astea Energia. Il confronto arriva mentre a Fermo prosegue il dibattito sull’operazione, che riguarda anche il futuro della quota detenuta dal Comune e le ricadute su lavoratori, famiglie e imprese del territorio.
Secondo il sindacato, il riassetto societario non deve essere valutato soltanto sulla base delle quote e degli equilibri finanziari. Al centro della richiesta ci sono la tutela dell’occupazione, i diritti acquisiti e la qualità del servizio. La Femca Cisl chiede in particolare garanzie sulla stabilità dei dipendenti e considera prioritaria l’assenza di riduzioni di organico ed esternalizzazioni.
Le richieste sul lavoro e sugli investimenti
Nel nuovo assetto, l’organizzazione sindacale sollecita il mantenimento delle relazioni sindacali e della contrattazione integrativa. La richiesta riguarda anche le prospettive industriali: la Femca Cisl sostiene che bilanci e indicatori economici non descrivano Solgas come un’azienda in difficoltà e chiede, nell’eventualità di un passaggio al privato, un piano industriale definito.
Gli investimenti, secondo il sindacato, dovrebbero sostenere lo sviluppo della società, il miglioramento delle infrastrutture e la permanenza nel Fermano delle funzioni strategiche. L’obiettivo indicato è evitare che il cambiamento societario produca effetti negativi sui livelli occupazionali o sulla capacità dell’azienda di mantenere un rapporto diretto con l’utenza.
Il confronto sul controllo pubblico
Il progetto coinvolge il 51% di Solgas ancora detenuto dal Comune di Fermo e ha alimentato un confronto politico in città. L’amministrazione ha presentato l’operazione come una scelta strategica legata alle difficoltà del mercato energetico e alla tutela degli utenti. Dalla minoranza sono invece arrivati dubbi sul valore dell’operazione, sul peso della futura partecipazione comunale e sulle modalità del confronto pubblico.
Anche la Femca Cisl considera centrale il ruolo del controllo pubblico, ritenuto utile a mantenere un equilibrio tra risultati economici e servizi. Il sindacato richiama in particolare le esigenze di famiglie, condomìni, imprese e utenti più vulnerabili, chiedendo che le decisioni siano inserite in una strategia di lungo periodo e non rispondano soltanto a esigenze di cassa o a logiche speculative.
Ora l’organizzazione attende un incontro con l’azienda per chiarire quali garanzie accompagneranno la fusione con Astea Energia e quale sarà il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori. Il confronto dovrà inoltre definire le prospettive operative di Solgas e il ruolo che il territorio manterrà nel nuovo assetto.