Due giorni a piedi tra borghi, colline e comunità locali hanno unito Francavilla d’Ete al Santuario della Madonna dell’Ambro. La quinta edizione della Camminata Pellegrinaggio, organizzata dall’associazione Lu Vurgu Fa Cantina, ha proposto un itinerario in cui la dimensione religiosa si è intrecciata con l’incontro tra partecipanti e residenti dei centri attraversati.
Il gruppo è partito sabato 3 ottobre da Francavilla d’Ete, dopo la benedizione impartita dal parroco don Aravind. La prima tappa ha toccato Montegiorgio, Falerone, Servigliano e Penna San Giovanni, prima dell’arrivo a Monte San Martino. Qui la Pro Loco, guidata dal presidente Michele Cecchi, ha accolto i pellegrini e ha predisposto la colazione della domenica, in vista della ripartenza.
Il percorso tra i comuni dell’entroterra
Domenica 4 ottobre il cammino è proseguito verso Amandola e Montefortino, attraversando l’entroterra fermano e maceratese. L’arrivo al Santuario della Madonna dell’Ambro, nel pomeriggio, ha concluso il percorso. Le diverse soste hanno consentito ai partecipanti di condividere momenti di accoglienza e di conoscere paesaggi e centri lontani dai principali circuiti turistici.
La manifestazione ha avuto il patrocinio della Provincia di Fermo e del Comune di Francavilla d’Ete, oltre al sostegno delle amministrazioni di Penna San Giovanni, Servigliano, Montefortino, Monte Vidon Corrado e Amandola. Il sindaco Marinangeli ha salutato il gruppo, mentre il vicesindaco di Francavilla d’Ete, Costantino Trasarti, ha partecipato a entrambe le giornate.
Tra i partecipanti c’erano anche cinque persone arrivate da Forlì, presenti per percorrere a piedi le colline e i borghi del territorio. La loro adesione ha evidenziato la capacità dell’iniziativa di attirare persone anche oltre i confini regionali, attraverso una proposta basata sull’esperienza diretta dei luoghi e sulla condivisione del viaggio.
La quinta edizione si è conclusa con nuovi legami tra i partecipanti e le comunità incontrate lungo il tragitto. L’organizzazione e l’ospitalità offerte durante le tappe hanno accompagnato un pellegrinaggio nel quale la meta finale è stata affiancata dalla dimensione sociale e dalla conoscenza del territorio.