La questione delle concessioni balneari torna al centro del confronto politico a Pedaso. Il gruppo consiliare di opposizione Rinnoviamo Pedaso, guidato da Giuseppe Galasso, chiede all’amministrazione del sindaco Giuseppe Berdini di chiarire quale linea intenda seguire sul futuro degli stabilimenti e sul procedimento avviato negli anni scorsi.
Il confronto con gli altri Comuni
La critica nasce dalle recenti dichiarazioni del sindaco sul dialogo avviato anche con San Benedetto del Tronto. L’opposizione non contesta la possibilità di coinvolgere il Comune rivierasco, ma domanda perché il confronto non sia stato costruito prima con le realtà più vicine: Campofilone, Altidona, Fermo, Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio.
Secondo Rinnoviamo Pedaso, la questione non riguarda soltanto la disciplina delle aree demaniali, ma anche il metodo con cui l’amministrazione sta gestendo i rapporti istituzionali. Giuseppe Galasso rivendica il lavoro svolto dalla precedente amministrazione per costruire relazioni con il territorio e accompagnare la procedura sulle concessioni. Il gruppo sottolinea inoltre che gli atti adottati nel 2020 devono essere considerati patrimonio dell’ente e valutati dall’amministrazione attualmente in carica.
Gli atti del 2020 e la sentenza
Nella ricostruzione contenuta nel documento dell’opposizione, il Comune aveva avviato un procedimento relativo all’estensione delle concessioni, pubblicando all’Albo pretorio un avviso ad opponendum per venti giorni. Non sarebbero pervenute istanze o opposizioni concorrenti. Gli atti avrebbero inoltre distinto quel percorso da una proroga automatica, richiamando i principi di concorrenza, confronto competitivo ed evidenza pubblica.
Rinnoviamo Pedaso chiede ora di riesaminare quel procedimento alla luce della sentenza n. 6835/2026 del Consiglio di Stato, richiamata per la distinzione tra proroghe automatiche e procedimenti nei quali l’estensione sia stata preceduta dalla possibilità di presentare domande concorrenti. L’opposizione precisa tuttavia che la pronuncia non garantisce automaticamente la validità delle concessioni di Pedaso fino al 2033: secondo il gruppo, impone piuttosto un approfondimento giuridico sugli atti già adottati.
Il nodo politico, sostiene l’opposizione, è dunque la direzione che l’amministrazione intende assumere. Da una parte c’è la possibilità di verificare la tenuta del percorso del 2020 e, qualora vi siano presupposti giuridici, difendere la continuità delle concessioni attuali. Dall’altra, il Comune potrebbe ritenere quella strada non più praticabile e prepararsi a nuove procedure di affidamento.
Per Galasso e D’Amico, entrambe le ipotesi richiedono una scelta esplicita. Il gruppo contesta quella che considera l’assenza di una linea riconoscibile e chiede di definire una posizione anche attraverso il confronto con la Regione e con gli altri Comuni costieri. La richiesta non è una promessa sull’esito della vicenda, ma l’indicazione di un percorso amministrativo e politico preciso.