La delegazione di Fermo dell’Accademia Italiana della Cucina e le altre delegazioni marchigiane coordinate da Sandro Marani hanno dedicato un appuntamento alla figura di Cesare Tirabasso. L’iniziativa si è svolta al teatro comunale di Porto San Giorgio e ha riunito rappresentanti del mondo accademico, istituzioni, associazioni e professionisti della ristorazione.
Nato a Montappone, Tirabasso ha lavorato nelle Marche, a Macerata, Camerino e Fermo, oltre che in Argentina e a bordo di navi da crociera. La sua attività non si è limitata alla cucina: fu anche autore di tre volumi dedicati all’alimentazione e alla gastronomia. Le sue opere documentano il passaggio dalla cucina aristocratica a una cucina borghese, più semplice e accessibile, sviluppatasi in Italia nel periodo che precedette il boom economico.
Un patrimonio tra cucina e cultura
Nei suoi libri Tirabasso affrontò anche il rapporto tra alimentazione e salute, soffermandosi sulla combinazione e sulla successione degli alimenti. Proprio il valore storico e culturale di questi contenuti ha spinto la delegazione di Fermo e quella di Macerata a promuovere un momento di riflessione sulla sua eredità e sulle possibili iniziative per evitare che la sua figura venga dimenticata.
All’incontro hanno aderito, tra gli altri, la Regione, la Provincia, la Fondazione Carifermo e i Comuni di Camerino, Fermo, Macerata, Porto San Giorgio e Montappone. Presenti anche La Costa dei Borghi, Marca Fermana, CDO Marche Sud, l’IISS Carlo Urbani, l’Associazione cuochi della Provincia di Fermo e l’Università Politecnica delle Marche.
Dopo i saluti istituzionali, la giornalista Carla Chiaramoni ha condotto un’intervista immaginaria a Tirabasso, interpretato da Evio Hermas Ercoli, direttore di Popsophia. È quindi seguita la tavola rotonda intitolata Cesare Tirabasso, una storia d’archivio o un’opportunità per il territorio?, moderata dal professor Leonardo Seghetti. Al confronto hanno partecipato Silvio Cardinali, Fabio Renzi, Antonio Attorre e Paola Marchegiani.
Le proposte per valorizzarne l’eredità
Nel corso del dibattito sono state avanzate alcune ipotesi operative. Tra queste, l’invito a valutare la partecipazione ai bandi regionali di finanziamento e la proposta del sindaco di Montappone di istituire un premio dedicato ai ristoranti di cucina tradizionale. È stata inoltre suggerita la creazione, nella biblioteca del comune, di un fondo dedicato all’enogastronomia.
La giornata si è conclusa a villa Bonaparte con un menu curato da Ugo Bellesi, basato su ricette marchigiane presenti nel volume La Gioia del focolare. Il libro, per l’occasione, è stato ristampato e distribuito agli accademici dalla delegazione di Fermo. Alla serata hanno partecipato anche il presidente della Regione Francesco Acquaroli, amministratori dei comuni coinvolti, rappresentanti dell’Università Politecnica delle Marche, delle associazioni di categoria e delle delegazioni dell’Accademia Italiana della Cucina.