Nel 2025 le Marche hanno esportato prodotti agroalimentari per 630,7 milioni di euro, con una crescita del 7% rispetto all’anno precedente. Le importazioni, però, sono aumentate in misura molto maggiore, raggiungendo quota 776,5 milioni di euro, il 22% in più. Il saldo commerciale del comparto si è così chiuso con un deficit di 145,8 milioni di euro.
La composizione delle esportazioni
I dati sono contenuti nel Rapporto sul commercio estero 2025 del CREA, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, che monitora ogni anno l’andamento delle vendite italiane di prodotti alimentari e bevande sui mercati internazionali. Nella graduatoria nazionale le Marche si collocano al 15° posto su 20, con una quota inferiore all’1% dell’export agroalimentare italiano.
Il comparto più rilevante è quello dei prodotti lavorati e trasformati, escluso il settore delle bevande, che nel 2025 ha generato esportazioni per 429,6 milioni di euro, in aumento del 5,2%. I prodotti agricoli non lavorati, tra cui frutta, verdura e pesce fresco, hanno raggiunto 123,5 milioni di euro, crescendo di quasi il 9%. Le bevande hanno totalizzato 67,2 milioni di euro, con un incremento di poco superiore al 2%.
Le bevande rappresentano l’unico comparto regionale con un saldo positivo: a fronte di esportazioni per 67,2 milioni, le importazioni si sono fermate a 18,4 milioni di euro, con un avanzo di circa 49 milioni. Tra i prodotti più venduti all’estero spicca il pesce fresco o refrigerato, pari al 6,3% dell’export agroalimentare marchigiano e in crescita di quasi il 10%. Anche crostacei e molluschi freschi hanno registrato un aumento del 6,7%.
Mercati esteri e importazioni
Nel segmento dei prodotti trasformati è cresciuto soprattutto il caffè torrefatto, aumentato del 13%, mentre la panetteria ha segnato una flessione del 4,8%. Dal lato degli acquisti, i pesci lavorati rappresentano quasi il 19% delle importazioni regionali e sono aumentati di quasi il 30%. In forte crescita anche il caffè non ancora tostato, il cui import è salito di quasi il 69%.
La Germania è il principale mercato di destinazione, con il 13,4% delle esportazioni agroalimentari marchigiane. Segue la Spagna, con il 12,9% e una crescita superiore al 20%. Gli Stati Uniti si collocano al terzo posto, con una quota del 7,3%, ma hanno registrato una diminuzione di quasi il 5%, in relazione all’entrata a pieno regime dei dazi nella seconda parte del 2025.
Fa eccezione il comparto delle bevande: le Marche sono tra le poche regioni italiane, insieme a Liguria e Puglia, ad aver aumentato le vendite negli Stati Uniti. Il risultato è attribuito soprattutto alla crescita dei vini bianchi Dop, che hanno sostenuto l’export nonostante il quadro commerciale meno favorevole.