Il quadro delle pensioni 2027 si prepara a cambiare lungo due direttrici: l’adeguamento degli assegni all’inflazione e l’aggiornamento dei requisiti legato alla speranza di vita. Alcuni elementi sono già previsti dalla normativa, mentre altri, tra cui la conferma delle misure di uscita anticipata, dipenderanno dalla prossima legge di Bilancio.
Rivalutazione degli assegni
Dal 1° gennaio 2027 gli importi saranno ricalcolati per compensare la perdita di potere d’acquisto. Le stime attualmente disponibili indicano una perequazione compresa tra il 2,8% e il 3,1%, con un valore centrale ipotizzato intorno al 2,9%. La percentuale definitiva sarà fissata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze verso la fine del 2026, sulla base della variazione media dell’indice FOI rilevata dall’Istat.
Applicando l’ipotesi del 2,9%, l’incremento lordo mensile sarebbe di circa 29 euro su un assegno da 1.000 euro, 43,50 euro su 1.500 euro, 58 euro su 2.000 euro, 72,35 euro su 2.500 euro, 80,18 euro su 2.800 euro, 96,53 euro su 3.500 euro e 107,41 euro su 4.000 euro. Gli importi sono lordi e non tengono conto delle trattenute Irpef né delle addizionali regionali e comunali.
La rivalutazione continua a essere applicata secondo fasce collegate al trattamento minimo, che nel 2026 ammonta a 611,85 euro. La normativa prevede il 100% dell’indice fino a quattro volte il minimo, il 90% sulla quota compresa tra quattro e cinque volte e il 75% sulla parte eccedente cinque volte il minimo. Il legislatore potrebbe comunque modificare il sistema con la manovra finanziaria, intervenendo sulle percentuali o sulle modalità di calcolo.
Età e contribuzione
Per le pensioni minime, l’applicazione di una rivalutazione del 2,9% porterebbe il trattamento base a circa 629,59 euro lordi. Resta però da considerare la maggiorazione straordinaria dell’1,3%, prevista fino al 31 dicembre 2026. Senza una proroga, l’importo effettivamente percepito dipenderà quindi dall’applicazione della sola rivalutazione ordinaria e dalle decisioni contenute nella prossima legge di Bilancio.
Dal 2027 riprenderà inoltre l’adeguamento automatico dei requisiti alla speranza di vita, con un incremento previsto di un mese. La pensione di vecchiaia ordinaria richiederà 67 anni e un mese di età e almeno 20 anni di contributi. Per la pensione anticipata ordinaria, salvo nuovi interventi, il requisito contributivo salirà a 42 anni e 11 mesi per gli uomini e a 41 anni e 11 mesi per le donne. Resteranno le finestre mobili di tre mesi indicate per i lavoratori dei settori privato e pubblico.
Confermate, sulla base delle disposizioni vigenti, le tutele per chi svolge mansioni gravose o usuranti e per i lavoratori precoci in possesso dei requisiti previsti. Sono invece in scadenza al 31 dicembre 2026 Quota 103, Opzione Donna e APE Sociale: la loro eventuale estensione al 2027 dovrà essere stabilita dalla prossima manovra.